L’inutile purezza: quando avere ragione non basta

Ignác riteneva che bastasse avere ragione per ottenere il riconoscimento degli altri. E si sbagliava, Ignác, si sbagliava!

Una storia vera

Ignác Semmelweis,
ostetrico viennese di origini ungheresi, intorno alla metà dell’Ottocento, anticipando le ricerche di Pasteur,  intuì e dimostrò l’efficacia del metodo dell’asepsi per sconfiggere la mortale febbre puerperale.

Un uomo privo di abilità negoziali

Uno spettacolo di Nuovababette Teatro, rivolto a piccoli gruppi di spettatori,  racconta questo episodio significativo della storia della medicina e della biologia, ma soprattutto pone l’accento sull’importanza delle abilità relazionali per ottenere la fiducia degli altri e il riconoscimento del proprio valore. Semmelweis infatti, nell’ambiente dell’Ospedale Generale di Vienna in cui la scoperta maturò, avrebbe potuto costruire un clima favorevole alla valorizzazione di sé e del suo lavoro, ma puntando esclusivamente sul puro merito e trascurando la cura degli aspetti relazionali della sua professione, non ci riuscì.

Queste abilità nelle relazioni, trasversali a tutti i saperi, collegate all’empatia e alla comunicazione costruttiva, sono argomento di grande interesse per tutti noi,  chiamati a fare i conti con un mondo che cambia a grande velocità. Ecco perché la storia del dottor Semmelweis può insegnarci qualcosa.

Quando il merito non basta a ottenere la collaborazione degli altri

Alcuni dottori, per esempio, erano offesi dal suggerimento che essi dovessero lavare le loro mani, poiché il loro stato sociale di gentiluomini non poteva consistere con l’idea che le loro mani potessero essere sporche.

Posto che negoziare significa cercare di ottenere la collaborazione degli altri, la cosa più difficile da fare è negoziare senza impartire lezioni, senza arrabbiarsi, senza sorprendere e senza umiliare.

Ci vuole tempo. Ci vuole tempo, in ogni negoziato,  per convincere gli altri a venire dalla nostra parte.  Ma ce ne vuole molto di più e si corrono grandi rischi se negoziando commettiamo alcuni tipici errori.

Tipici errori negoziali

Ecco, la storia di Semmelweis ci fa  capire di che errori si tratta. Errori di metodo che hanno a che fare con umiliazione, vendetta, lezione di superiorità intellettuale, rigidità, annuncio a sorpresa, mancanza di fiducia.

imagesIn questa storia viennese di metà ottocento, l’elemento umano col suo vissuto di risentimento sembra centrale.

Se cambio le regole di un ospedale e non spetta a me cambiarle, devo aspettarmi ostilità da parte dei miei superiori. Se, a sorpresa, da un giorno all’altro, impongo nuove procedure ai miei pari, per affermare la mia superiorità intellettuale, devo aspettarmi offese e vendette.

Poi, magari la storia mi darà ragione, riconoscerà che le mie proposte erano fondate, ma intanto ho sprecato moltissime risorse per ottenere  un riconoscimento o un risultato che avrei potuto ottenere con minor danno senza sorprendere, senza umiliare e senza impartire  lezioni.

Nella storia di Semmelweis, una parte  portatrice di istanze basate su un valore che in astratto è universalmente riconosciuto (la salute  delle puerpere) si è sentita umiliata e un’altra parte, portatrice di regole e di responsabilità e  si è sentita offesa.

Il risultato è una cicatrice profonda nelle relazioni  tra le parti.

images-1

Pessimi negoziatori

A Semmelweis l’Austria ha dedicato un francobollo, perché il tempo gli ha dato ragione. Tanti cattivi negoziatori di oggi, invece, anche se portatori di ottimi punti di vista,  su un francobollo non li vedremo mai probabilmente. Semplicemente perché i francobolli  non si usano più.

Ma, sia in epoca in epoca di corrieri postali, sia al tempo di quelli digitali,  le emozioni di base non cambiano e le persone hanno sempre le stesse reazioni: si offendono, si impuntano, si arrabbiano, si trincerano, si mettono nei guai da soli e si vendicano. Oggi come ieri. Anche se non leccano più francobolli.

A dicembre, alcune repliche dello spettacolo per il pubblico dei licei milanesi

Commenta