Ora non esagerare con tutta questa verità. Ricordati che la finzione è la nostra passione. Paolo Sorrentino
Si può informare narrando?
Il linguaggio della comunicazione spesso rifugge dai racconti e dalle storie. Quella roba lì è FICTION! – si dice – e si preferisce parlare al proprio pubblico sciorinando una serie di dati “reali” corrispondenti alla VERITA’.
Così spesso si raggiunge il risultato di far provare un’unica emozione: la noia.
Chi non ha ricordi orribili di interminabili presentazioni piene di dati e cifre, senza spunti narrativi che aiutino ad ordinare le informazioni, connettendole a un qualche filo di racconto coinvolgente?
Cosa è più razionale? puntare tutto sulla noia o scegliere strategie comunicative efficaci? Cosa ci terrà più vivi e presenti nella memoria di chi ci ascolta o di chi ci legge?
Lasciare il segno nella memoria
Non si tratta di ingannare, solo di scegliere la formula migliore perché la comunicazione accenda il contatto e crei relazione.
Sicuramente una modalità che susciti emozioni riuscirà a non far affondare le vostre informazioni nel mare magno di quelle che affollano la mente di tutti. Il messaggio della vostra comunicazione resterà a galla. Sopravviverà.
E dunque avrete fatto la scelta più razionale, nel senso che salverete voi e la vostra specie (o l’organizzazione che vi manda in giro per il mondo a comunicare per lei) dall’estinzione.
Dunque, organizzazioni, aziende, e voi lettori, volete vivere in eterno? O almeno perpetuarvi il più possibile?
Tra verità e fiction, collocatevi al di là del bene e del male, aprite le porte alla comunicazione narrativa.